Spiegazione
della
Santa Messa
di Dom Prosper Guéranger O.S.B
Abate di Solesmes (1805-1875)



XXII - MEMENTO DEI VIVI

Memento, Domine, famulorum famularumque tuarum N. et N., "Ricordati, o Signore, dei tuoi servi e serve N. e N.". Il sacerdote, congiungendo le mani, fa menzione in silenzio di coloro che ha intenzione di raccomandare.
Il sacerdote ha dunque inizialmente pregato per la santa Chiesa in generale, per il Papa, per il vescovo e per tutti i cattolici ortodossi, cioè per tutti coloro che vivono nella fede della santa Chiesa. Il santo Sacrificio, i cui frutti sono infiniti, opera tuttavia in modo speciale per quelli che sono oggetto d'una supplica particolare. Ecco perché il sacerdote ha il permesso di menzionare qui tutti coloro che desidera raccomandar a Dio in modo speciale. La Tradizione ci dice che in ogni tempo il sacerdote ha avuto la facoltà di pregare con particolare fervore per coloro che più l'interessavano, perché fossero loro applicati in modo speciale i frutti del santo Sacrificio, senza pregiudizio dell'intenzione principale.
Allargando di nuovo le braccia, il sacerdote continua la sua preghiera e dice: Et omnium circumstantium, quorum tibi fides cognita est et nota devotio. Prega per tutti coloro che sono presenti e che lo circondano, perché la fede ha fatto lasciar loro tutte le cose per venire a riunirsi intorno all'altare e, di conseguenza, hanno diritto ad una parte molto speciale nel Sacrificio. Ecco perché, per quanto è possibile, è conveniente assister alla Messa. Ma bisogna assistervi con fede e devozione, perché lo stesso sacerdote dice: quorum tibi fides cognita est et nota devotio.
È chiaro che il sacerdote non può dire questo a Dio a proposito di quei cristiani che stanno nella Chiesa come starebbero in qualunque altro luogo, senza preoccuparsi affatto di ciò che accade sull'altare, e vi stanno in modo più o meno sconveniente per tutto il tempo che dura la celebrazione del santo Sacrificio. Solo coloro che hanno fede e devozione - quorum tibi fides cognita est et nota devotio - sono quelli che, quando vi assistono, partecipano ai frutti della Santa Messa.
In quanto a quelli che sono legittimamente impediti ad assister al santo Sacrificio, se si uniscono ad esso col desiderio, con fede e devozione, quantunque siano lontani partecipano di tutti i suoi frutti, al pari di coloro che vi sono presenti corporalmente.
Il sacerdote, salendo all'altare, non deve farsi del santo Sacrificio un'idea personale e limitata. No, egli in questo momento ha tra le sue mani tutta la Chiesa e prega con le braccia allargate come pregava Nostro Signore nell'offrire il suo Sacrificio per tutto il genere umano.
Il sacerdote insiste su tutte queste raccomandazioni dicendo a Dio che offre il Sacrificio per quelle persone: prò quibus tibi offeri-mus: vel qui tibi offerunt hoc sacrificium laudis, "per le quali ti offriamo ed esse stesse ti offrono questo sacrificio di lode". La Chiesa adopera l'espressione "sacrificio di lode", sacrificium laudis (più pertinente tuttavia alla salmodia), perché la Santa Messa si celebra anche a lode e ad onore di Dio. Si tratta inoltre d'un'epressione che spesso s'incontra nella Bibbia.
Per chi si offre il Sacrificio? Il sacerdote, parlando sempre di coloro che ha menzionato, continua il suo pensiero e aggiunge: prò se suisque omnibus: prò redemptione animarum suarum, prò spe salutis et incolumitatis suae, "per sé e per tutti i suoi, per la redenzione delle loro anime, ecc.". Così il Sacrificio abbraccia tutto, si estende a tutto. In questa enumerazione figura in primo luogo l'anima, con la formula di petizione che s'incontra spessissimo nelle carte di fondazione durante il Medioevo. Poi la Chiesa si occupa del corpo, e chiede a Dio di mantenerlo sano e saldo in mezzo ai pericoli che l'attorniano: incolumitatis suae. Quindi il sacerdote termina presentando al Dio vivente i voti e le suppliche di tutti i fedeli, in questi termini: tibique reddunt vota sua aeterno Deo, vivo et vero.
Non può il sacerdote pregare qui né per gli infedeli, né per i Giudei e neppure per gli eretici, unicamente perché, a motivo della loro eresia, sono scomunicati e, di conseguenza, fuori della Chiesa Cattolica. Non prega neppure per coloro che, senz'esser eretici, sono tuttavia scomunicati. Sarebbe una profanazione il nominarli nel corso del santo Sacrificio. Si può pregare per essi in segreto, ma non nelle preghiere ufficiali. Sono esclusi dal Sacrificio, poiché sono fuori della Chiesa; di conseguenza è impossibile menzionarli nel corso di essa.


< precedente

indice

prossima >


È possibile richiedere il libro
La Santa Messa, Spiegazione delle preghiere e delle cerimonie della Santa Messa secondo alcune note raccolte dalle conferenze  di Dom Prosper Guéranger, Abate di Solesmes
al seguente indirizzo:
Suore Francescane dellíImmacolata, Monastero della Murate  , Via dei Lanari, 2  , 06012 CITTÀ DI CASTELLO (PG) 
tel/fax: 075-8555779 - posta elettronica: francescanecittacastelloATinterfree.it